Teatrando…
…Teatro è una parola greca che significa ‘posto per guardare’, ed è bello perché si può intendere un posto per guardare uno spettacolo ma anche un posto per guadare se stessi.
[Eduardo De Filippo]
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Paradossi d’estetica
L’aporia (difficoltà derivante dall’uguale validità di due ragionamenti opposti) che tocca invincibilmente l’arte (e in generale, il “bello”) e rende radicalmente im-possibile ogni teoria intorno ad essa, è, nella sua radice, la seguente: gusto della massa, o gusto dell’individuo? Arte popolare o arte aristocratica?
In breve.
Opera d’arte (vera – e l’aggettivo è superfluo) è quella che piace ai più o quella che piace ai meno? Quella che piace a “tutto il popolo”, alle masse, o quella che piace ai cenacoli, alle élites, quella per comprendere la quale occorre cultura superiore e spesso erudizione? È quella che scuote i grandi strati della popolazione, o quella che solo i pochi colti possono apprezzare? Dunque è quella dei vecchi teatri diurni, degli spettacoli cinematografici ad effetto, dei romanzi sensazionali, o quella delle sale che frequentano e dei libri che leggono soltanto gli artificiosi e i poseurs?
Sono, tutti questi, problemi di cui una breve riflessione ci rivela tosto l’insolubilità; e l’in-solubilità di essi significa insolubilità del problema estetico in generale: cioè impossibilità di costruire una dottrina del bello.