Aug 22 2006

Sonetto dell’Asino

 da un commento di Libero

O sant’asinità, sant’ignoranza,
Santa stolticia e pia devozione,
Qual sola puoi far l’anime si buone,
Ch’uman ingegno e studio non l’avanza;
Non gionge faticosa vigilanza
D’arte qualunque sia, o ‘nvenzione,
Né de sofossi contemplazione
Al ciel dove t’edifichi la stanza.
Che vi val, curiosi, il studiare,
Voler saper quel che fa la natura,
Se gli astri son pur terra, fuoco e mare?
La santa asinità di ciò non cura;
Ma con man gionte e ‘n ginocchion vuol stare,
Aspettando da Dio la sua ventura.
Nessuna cosa dura,
Eccetto il frutto de l’eterna requie,
La qual ne done Dio dopo l’essequie.

Giordano Bruno dalla Cabala del Cavallo Pegaseo

Alibi3col theme by Themocracy