Preferisco difendere il diritto alla salute, piuttosto che Il diritto all’ospedale; Il diritto alla vita, piuttosto che alla sopravvivenza. Il diritto alla verità piuttosto che al petegolezzo. Preferisco il pane vero piuttosto che il companatico surrogato. Preferirei scendere in piazza per eliminare le radici delle questioni piuttosto che per radicare altre questioni, strumentali e fasulle. Preferirei mandarvi tutti in vacanza a quel paese, dove il flato fresco vi aiuta a respirare un pò di verità e tanta realtà: la cacca reale surroga degnamente la pappa reale. DI QUESTI TEMPI MOLTE NATICHE CREDONO DI ESSERE FACCIATE.
La vignetta rende bene la situazione. L’opposizione sale sul cappello e grida alla rivoluzione! Ma che cosa si nasconde sotto il cappello? Un coniglio? Ma si tanti conigli che ruggiscono dietro le quinte, ma che si offrono come pietanza al primo offerente di poltrone d’epoca. Ora tutti dicono che l’ospedale non si tocca, però quando lo toccavano nessuno apriva bocca. Come quella donna che piacevolmente si fa mettere una mano sulle natiche e dopo due giorni grida contro lo svergognato ormai scomparso: svergognato che la donna spera di reincontrare per dargliele (le natiche).
Quante marionette che al posto dei fili hanno le catene; quanti tiranni in giro disperati perché non possono dire di reganre su esseri liberi in questo mondo di schiavi.La storia di Venosa degli ultimi anni è un insieme di fatti che non dovevano accadere. A qualcunoi bisogna pur dire che è tardi battere i pugni sul tavolo quando si è ormai solo una pietanza.
Attenti cari cittadini, ci sono politici che hanno giocato l’ultima carta, ora hanno le mani libere e sono pericolosi. Adesso vi saluteranno stringendovi la mano e crescerà il consumo di sapone. Voi salutate con un cenno della testa. Il sapone costa: un soldo risparmiato è un soldo guadagnato!
Cari difensori dell’ospedale, politici di lungo corso, il momento in cui riconoscerete la vostra mancanza di talento, sara’ il vostro primo lampo di genio.
Preferisco difendere il diritto alla salute, piuttosto che Il diritto all’ospedale; Il diritto alla vita, piuttosto che alla sopravvivenza. Il diritto alla verità piuttosto che al petegolezzo. Preferisco il pane vero piuttosto che il companatico surrogato. Preferirei scendere in piazza per eliminare le radici delle questioni piuttosto che per radicare altre questioni, strumentali e fasulle. Preferirei mandarvi tutti in vacanza a quel paese, dove il flato fresco vi aiuta a respirare un pò di verità e tanta realtà: la cacca reale surroga degnamente la pappa reale. DI QUESTI TEMPI MOLTE NATICHE CREDONO DI ESSERE FACCIATE.
La vignetta rende bene la situazione. L’opposizione sale sul cappello e grida alla rivoluzione! Ma che cosa si nasconde sotto il cappello? Un coniglio? Ma si tanti conigli che ruggiscono dietro le quinte, ma che si offrono come pietanza al primo offerente di poltrone d’epoca. Ora tutti dicono che l’ospedale non si tocca, però quando lo toccavano nessuno apriva bocca. Come quella donna che piacevolmente si fa mettere una mano sulle natiche e dopo due giorni grida contro lo svergognato ormai scomparso: svergognato che la donna spera di reincontrare per dargliele (le natiche).
Quante marionette che al posto dei fili hanno le catene; quanti tiranni in giro disperati perché non possono dire di reganre su esseri liberi in questo mondo di schiavi.La storia di Venosa degli ultimi anni è un insieme di fatti che non dovevano accadere. A qualcunoi bisogna pur dire che è tardi battere i pugni sul tavolo quando si è ormai solo una pietanza.
Forse abbiamo il cervello a secco. Nutriamolo a dovere: sradichiamo le radici dell’ignoranza, sono molto gustose e nutrienti.
Attenti cari cittadini, ci sono politici che hanno giocato l’ultima carta, ora hanno le mani libere e sono pericolosi. Adesso vi saluteranno stringendovi la mano e crescerà il consumo di sapone. Voi salutate con un cenno della testa. Il sapone costa: un soldo risparmiato è un soldo guadagnato!
Nel cielo di Venosa, ormai neppure le costellazioni sono libere associazioni di stelle.
Caro Cagi, devo complimentarmi per l’opera umanitaria che stai svolgendo. Con la tua satira informi alcuni politici della loro esistenza.
Cari difensori dell’ospedale, politici di lungo corso, il momento in cui riconoscerete la vostra mancanza di talento, sara’ il vostro primo lampo di genio.