Maledetto:
Le sottane! Le adoro.
Leggere e svolazzanti. Gravi e lente.
Bianche come i culi e come loro eccitanti.
E nere come il buco briccone e dispettoso.
E calde come l’amore.
E fresche, dopo, come la tomba.
E verso di voi, albergo di cosce e chiappe,
voglio innalzarmi tutto.
E nelle vostre fessure e pieghe vivere soltanto.
Benedetto:
Giovinotto,
sotto questo usbergo
vi è odore di formaggio,
e non grazioso, discreto, dolce cosino.
E sino alle spalle, sino alla bocca, sino alla fronte
il cardinal Peppone vi può mostrar argomento.
Per cui, al nostro cospetto,
modera il tuo io,tutto unzione,
noi siamo senza rivali in quella benedizione.
Maledetto:
Le sottane! Le adoro.
Leggere e svolazzanti. Gravi e lente.
Bianche come i culi e come loro eccitanti.
E nere come il buco briccone e dispettoso.
E calde come l’amore.
E fresche, dopo, come la tomba.
E verso di voi, albergo di cosce e chiappe,
voglio innalzarmi tutto.
E nelle vostre fessure e pieghe vivere soltanto.
Benedetto:
Giovinotto,
sotto questo usbergo
vi è odore di formaggio,
e non grazioso, discreto, dolce cosino.
E sino alle spalle, sino alla bocca, sino alla fronte
il cardinal Peppone vi può mostrar argomento.
Per cui, al nostro cospetto,
modera il tuo io,tutto unzione,
noi siamo senza rivali in quella benedizione.