Ricordo che a Natale le palle le portava sempre lui ad Arcore. Ne portava sempre di nuove; le creava, aveva una particolare abilità nel farlo. Quando arrivava le sistemava sull’albero e accendeva le luci. Era un avvento. Con i pastori, arrivavano schiere di adoratori: i mafiosi dalla Sicilia, i massoni dalla Toscana, i camorristi dalla Campania…. era tutto un adoremus.
Poi arrivarono i giorni del trapianto e, con i capelli, volle anche le palle finte. Fredde, opache, senza più la creatività di un tempo. Palle da spavento. Non se ne è più separato. Le esibisce sempre digrignando i denti, per accrescere l’effetto paura. Adesso, con i denti rotti, temo che quelle palle siano ormai malconce. Forse le ultime vere palle in circolazione sono quelle che ho io, qui a villa Macherio.
Ricordo che a Natale le palle le portava sempre lui ad Arcore. Ne portava sempre di nuove; le creava, aveva una particolare abilità nel farlo. Quando arrivava le sistemava sull’albero e accendeva le luci. Era un avvento. Con i pastori, arrivavano schiere di adoratori: i mafiosi dalla Sicilia, i massoni dalla Toscana, i camorristi dalla Campania…. era tutto un adoremus.
Poi arrivarono i giorni del trapianto e, con i capelli, volle anche le palle finte. Fredde, opache, senza più la creatività di un tempo. Palle da spavento. Non se ne è più separato. Le esibisce sempre digrignando i denti, per accrescere l’effetto paura. Adesso, con i denti rotti, temo che quelle palle siano ormai malconce. Forse le ultime vere palle in circolazione sono quelle che ho io, qui a villa Macherio.