Archive for the ‘Articoli’ Category

Jan
24

Oggi ho ricevuto questa mail.

«ciao ca-gi
mi presento mi chiamo Nicola e abbiamo una cosa in comune, sono venosino anche io.
Ogni tanto quando ho tempo do una sbirciata al tuo blog e ti faccio i miei complimenti è davvero interessante.
Io studio a Milano e per ciò che studio ho il cinquanta per cento di possibilità di tornare giù a lavorare e il cinquanta di non tornare, ovviamente io voglio tornarci perché amo la mia terra e mi rattrista molto vederla sfruttata e calpestata. Devo dire che oggi giorno la situazione italiana è surreale e quando parlo con mio padre e quelli della sua età tutti mi dicono che noi siamo una generazione già morta… mille motivazioni ma non è ciò di cui ti voglio parlare. A Venosa i giovani stanno scomparendo ad un ritmo allucinante, si laureano e non tornano più per la poche possibilità che ci son giù… tante sono le cause ma la cosa che più mi fa girare le palle sono i calci in culo e le raccomandazioni. Ora, dopo aver letto il tuo articolo “IL POSTO FISSO” e aver capito che tre venosini cugini figli e parenti hanno ricevuto un gran bel calcio nel culo dai loro rispettivi padri – parenti – assessori – fantomatici politici venosini… mi girano i coglioni. Quello che mi chiedo io è cosa posso fare io giovane venosino,che si fa un culo così per laurearsi il prima possibile e lavorare e che ha a casa due genitori che si fanno un culo così dalla mattina alla sera per mantenermi? la prima cosa che posso fare è indignarmi di tutta questa merda ma questo non basta… perché non sputtaniamo questi stronzi e gli facciamo vedere che i giovani a Venosa non sono morti ma vogliono che i loro diritti di libertà, lavoro, crescita culturale, famiglia vengano rispettati e non calpestati da questa gentaglia che non ha un minimo di cervello e di palle per cavarsela do soli? perché non organizziamo qualcosa a nome di tutti i giovani venosini che ci vogliono mettere la faccia e sputtaniamo quei quattro balordi e mandiamo via quella gentaglia che non si merita quel posto ottenuto senza sacrifici sui libri e senza interesse? se ci uniamo possiamo farlo. Ti ringrazio anticipatamente per l’interesse e aspetto una tua risposta.

Cordiali saluti
Nicola»


Jan
10


AL FIANCO DEI FRATELLI AFRICANI IN RIVOLTA

I migranti di Rosarno hanno avuto il coraggio di ribellarsi. Ribellarsi ad un sistema politico-mafioso-razzista che li vede sfruttati continuamente nelle campagne di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria nei diversi periodi di raccolta. Sono gli stessi che si spostano in queste regioni in cerca di un lavoro che serva a migliorare le loro condizioni di vita e invece trovano le stesse condizioni disumane, ovunque, fatte di sfruttamento lavorativo per pochi spiccioli in cambio di molte ore di lavoro, fatte di posti luridi dove accamparsi senza le minime condizioni igieniche e sanitarie. Alcuni dei migranti di Rosarno provengono anche dal centro di Accoglienza di Palazzo San Gervasio e dalle campagne venosine, dove il trattamento che hanno subito non è stato molto diverso.
Ma giovedì i braccianti di Rosarno hanno deciso di dare un forte segnale, dopo l’ennesima aggressione che alcuni di loro hanno subito. Questo infatti è solo l’ultimo di una serie di episodi che a Rosarno, così come a Castelvolturno hanno visto i migranti vittime di pestaggi, spari e anche furti.
A tutto questo si unisce la mancanza del riconoscimento dei diritti fondamentali, l’esclusione da ogni sanatoria, i processi di clandestinizzazione favoriti dalla Bossi-Fini e dal pacchetto sicurezza, la mancanza di accoglienza per i rifugiati politici, che consegnano migliaia di persone all’arroganza degli sfruttatori e alla violenza dei razzisti.
La risposta dello stato c’è stata, ed è stata quella di trasferire i migranti nei centri di identificazione ed espulsione CIE di Crotone e Bari dove dovrebbero essere liberi di andare e dove non gli verranno controllati i documenti. Ma sappiamo che non sarà così, soprattutto dopo le dichiarazioni del Ministro Maroni che ha affermato che la rivolta degli africani è il risultato di troppa tolleranza nei loro confronti. È questa la risposta che lo stato ha dato alle cosche della piana di Gioia Tauro e ai loro affiliati, gli stessi che li sfruttano nei loro campi e li sottopagano. E questa è una pratica ormai diffusa che si verifica in tutte le aree dove i migranti transitano per i lavori stagionali nelle campagne, ossia quella degli sgomberi alla fine delle campagne lavorative, quando non servono più, facendo così anche risparmiare i soldi di quelle misere paghe ai loro sfruttatori. È successo a Palazzo San Gervasio (PZ), a San Nicola Varco (Sa) e ora a Rosarno.

  • È per dire basta a queste politiche razziste e xenofobe
  • È per chiedere una reale accoglienza a chi viene in queste terre solo in cerca di una vita degna
  • È per non lasciare soli chi ha avuto il coraggio di ribellarsi

che lunedì 11 Gennaio alle ore 16:00 saremo sotto la Prefettura di Potenza
Invitiamo tutti a partecipare
CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO

[Vito Coppola, comitatodifesamigranti@gmail.com]

Jan
09

Convocazione Consiglio Comunale
Il Consiglio Comunale è convocato in sessione ordinaria per lunedì 11 gennaio 2010, ore 18.30, per discutere sul tema della viabilità extraurbana dell’Area Nord della Basilicata.
Prima della discussione, interverrà S.E. Mons. Gianfranco Todisco, Vescovo della Diocesi di Melfi, Rapolla e Venosa, per la benedizione del Crocifisso collocato nella sala consiliare.

Nov
02

merini

La poesia inedita
Il destino, il fato,
è qualcosa di così tremendamente superiore a noi
che ci trapassa e che tutto trascende.
L’influsso delle stelle sulla vita degli uomini è enorme.
È piacevole pensare che gli astri ci governino,
affidarsi agli astri mi fa sentire più leggera
e davanti al loro Mistero
l’uomo non può che rimanere senza parole.

Alda Merini

Sep
24

C’era una volta una volpe, furba e presuntuosa…
Un giorno spinta dalla fame, gironzolando qua e là, trovò una vigna dagli alti tralicci. Ecco disse:  “Finalmente qualcosa di prelibato”. Tentò allora di saltare spingendo sulle zampe con quanta forza aveva in corpo…  ma nulla.
Calma, si disse:  “Io così furba non posso arrendermi ma, devo escogitare qualcosa per raggiungere quell’uva”. Dopo un breve riposo riprese a saltare ma dopo alcuni balzi, non potendo neppure toccarla, così disse mentre mestamente si allontanava:  “Pazienza, non è ancora matura, non mi va di spendere troppe energie per un frutto ancora acerbo”.

[La volpe e l’uva - Fedro, Libro Quarto - III. “De vulpe et uva”]

lavendemmia

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